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Stand By Me (1986) di Jonhdoe1978

⭐23 Settembre 2020 ⭐ Contrassegnato con: Recensione Stand By Me, Stand By Me

stand by me

Cinematograficamente gli anni ottanta, sono stati invasi da film, originali o riproposizioni di libri, sugli adolescenti e sulla loro sete di scoprire il mondo e se stessi. Pochi però, sono riusciti nell’intento di travalicare l’ambito strettamente legato all’età riuscendo a far immedesimare qualunque generazione, annullando di fatto, il tempo.

Gordon “Gordie” Lachance (Richard Dreyfuss ) si ferma improvvisamente con la sua auto in mezzo a una strada di campagna. Da li a poco è sorpassato da due ragazzi con le bici e i loro zaini in spalla, diretti verso il bosco. La mente di Gordie ritorna, istintivamente, indietro a quando lui (Wil Wheaton), Chris Chambers (River Phoenix) e Teddy Duchamp (Corey Feldman) adolescenti, erano nella casa sull’albero a Castle Rock, raggiunti da Vern Tessio (Jerry O’Connell) che gli dice di aver sentito suo fratello Billy (Casey Siemaszko) raccontare di aver visto il cadavere del ragazzo di cui tutti i notiziari parlano. I quattro, spinti dalla voglia di riscatto, ognuno per un diverso motivo, decidono di avventurarsi alla ricerca del corpo del povero Ray Brower.

Adattamento cinematografico del racconto breve Il Corpo di Stephen King, Stand by Me è un viaggio attraverso quel delicato quanto naturale passaggio dall’età dell’innocenza a quella adulta, con tutte le fratture che questo comporta. Rob Reiner è riuscito nel difficile compito di portare su schermo una storia empirica, che trova tutta la sua forza nella simbologia e nella metafora. Scrivere di degli adolescenti con le stigmate da adulti è un processo che per quanto difficile è figlio solo della capacità dell’autore di riuscire in tale compito. In un film è tutta un’altra cosa, le parole non possono essere adattate, essendo diretta emanazione dei gesti e della voce di chi li rappresenta, senza l’aiuto di una penna che ne definisca in maniere particolare, il momento emotivo.
La poesia del film sta proprio in questo, l’essere riuscito a mantenere la stessa aura del libro, arricchendolo a mio avviso, di quella corporalità a volte necessaria, per trovare i colori sulle nuvole. L’immaginazione e la visione si sono così, incontrati, riuscendo l’uno a essere la compensazione dell’altro.

Ognuno di noi ha avuto il suo modo di diventare grande, il momento in cui l’anima ha cominciato ad avere la sua definizione. Il film ci racconta quattro storie diverse, un ventaglio di possibilità su cui ogni spettatore riesce ad identificarsi, trovando la frequenza sulla quale ritrovarsi e questo a prescindere dall’età. Il presente e il ricordo si mischiano costantemente, rispolverando sentimenti lontani per chi le ha già vissute e vicine per chi invece, a quella generazione, è vicino.
Stand by Me naviga su una linea immaginaria rappresentata dai binari della ferrovia quale simbolo del percorso giusto, della linea da seguire per trovare quello che si cerca. Ma come per tutti, quella linea viene abbandonata, nella convinzione di poter trovare una sua strada alternativa e questo sia per ribellione che per profonda convinzione. D’altronde il momento in cui i pantaloncini corti diventano qualcosa di più è piena di esperienze, di rapide da affrontare, di acque fredde con le quali si impara a convivere.

L’estate e l’adolescenza sono da sempre due elementi indissolubili, nel quale si creano i primi amori, le prime avventure, le prime delusioni e le prime libertà. In essa c’è l’esasperazione delle storie, una sorta di zona franca in cui inconsciamente, ci siamo sempre immersi in maniera totale. Una specie di mondo nel mondo ma che ha sempre avuto l’arroganza di cingerci in maniera più completa, più viscerale e questo a prescindere che il luogo fosse quello di tutti i giorni o occasionale.
In essi troviamo quel senso di nostalgia, quel grido di dire che certe cose dureranno per sempre, che certi rapporti non potranno mai essere incrinati, nonostante il tempo e la vita. In questo segmento temporale si trovano i quattro protagonisti con all’apice il rapporto tra Gordie e Chris. Qui il film raggiunge il suo culmine, il modo struggente in cui raccontare come certe volte, un amico giovane diventa un gigante, dove due persone senza dirselo, si regalano l’amicizia immortale, con tutta quella voglia di difendersi che essa comporta.
I due si spronano, si raccontano prospettive e questo annullando qualsiasi egoismo: la felicità di uno è quella dell’altro a prescindere da tempo, spazio e opportunità. Si cingono al di la dei lori difetti, dalle mancanze di un padre assente o di un altro legato a un fratello prematuramente scomparso.
Ogni passo dei due, o meglio dei quattro, è un passo verso le loro paure, un distanziarsi dai propri incubi e questo aggrappandosi l’uno all’altro con la stessa intensità di quando cerchi un salvagente in mare aperto.

Tutto questo come detto all’inizio, poteva essere possibile solo trovando una perfetta sintonia tra interpretazione, storia e regia. La prima è sicuramente la parte più importante e più sorprendente, dei ragazzi che riescono a trovare un’intensità inaspettata con un River Phoenix quale, indubbia, personalità superiore.

Il momento in cui l’adolescenza scompare è quando si prende coscienza della morte. In quel momento la realtà assume tutto un altro sapore, per la prima volta l’infinito e il finito si toccano, mostrandoci dei contorni sino a qual momento sconosciuti.
Stand by Me affronta questo percorso estremo, annullando in pochi chilometri la distanza tra la prospettiva di una vita e la vita vera e propria. Alla fine del loro viaggio i protagonisti, è come se crollassero e questo nel senso buono del termine. In quei due giorni, i demoni siano diventati meno ingombranti, forse perché condivisi con chi era disposto a donarci le sue armi per combatterli. E forse a dodici anni, cosi come a trenta, quaranta o cinquanta, il segreto sta proprio li: trovare chi senza giudicarci, mette una mano sul nostro peso con tutta la forza che ha, per darci un po’ di pace.

Jonhdoe1978

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Stand By Me

Stand By Me
8

Valutazione Complessiva

8.0/10

SCHEDA

  • Regia: Rob Reiner
  • Anno: 1986
  • Durata: 88'
  • Genere: Drammatico

Interazioni del lettore

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