
Sin dai primi anni 20’, per aiutare gli animatori della Disney a realizzare i disegni per dar vita agli iconici lungometraggi che oggi tutti conosciamo, venivano girati dei filmati in live-action di riferimento, con dei veri attori che recitavano sul palcoscenico.
L’ultimo capolavoro in cui lavorarono tutti insieme i leggendari “Nine Old Men” (Les Clark, Ollie Johnston, Frank Thomas, Wolfgang Reitherman, John Lounsbery, Eric Larson, Ward Kimball, Milt Hahl e Marc Davis) fu Le avventure di Peter Pan, realizzato proprio con la tecnica del live-action e che vedeva l’ex bambino prodigio di Hollywood, Bobby Driscoll, prestare voce e corpo al ragazzino volante senza età.
Driscoll, che a soli sette anni aveva già un contratto da 800$ alla settimana con la MGM, raggiunse la fama mondiale quando fu scritturato dalla Disney, per cui fu protagonista in “carne ed ossa” in classici come I racconti dello zio Tom e L’isola del tesoro e doppiatore per l’adattamento d’animazione dell’opera di J. M. Barrie, arrivando anche a conquistare il Premio Oscar Giovanile.
Ma come spesso accade con le “Baby Star”, più è repentino il decollo e più si rischia di precipitare.
Dopo un decennio sulla cresta dell’onda, venne infatti rapidamente dimenticato ed abbandonato da quelli che reputava essere amici. Si sposò nel 1957, per poi divorziare appena tre anni dopo dalla moglie, con cui riuscì comunque ad avere tre figli…praticamente uno all’anno.
Iniziò a fare uso di stupefacenti e, proprio a causa di questa dipendenza, finì in carcere.
Trascorse i suoi ultimi 5 anni di vita in miseria, frequentando i circoli dei figli dei fiori finché, nel marzo del 1968, venne ritrovato privo di vita in un edificio abbandonato, da due ragazzini che stavano giocando. Aveva da pochissimo compiuto 31 anni.
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