
Riccardo Morandi (Renato Pozzetto), detto Ricky, è un miliardario sull’ orlo del fallimento, a causa del furto di un brevetto per il quale si è indebitato con numerose banche finanziatrici. Pronto a farla finita lanciandosi da un ponte, viene salvato da Barabba (Christian De Sica), un barbone romano. Ricky lo porta a casa con sé per offrirgli qualcosa da mangiare come ricompensa, ma appena arrivati a casa il miliardario ha una sorpresa: la moglie Elena Salvetti (Francesca Reggiani) ha deciso di lasciarlo e dargli qualche giorno di tempo per liberare la casa dai suoi effetti personali, mentre lei parte per una vacanza. Ricky non si arrende e decide di raggiungere la moglie per chiederle un’ ultima possibilità, ma solo Barabba sa dove si trova, avendo prima letto e poi divorato il fax di conferma della prenotazione alberghiera della moglie di Ricky…è costretto quindi a portare in viaggio con lui lo scaltro barbone.
Terza regia firmata De Sica…e preferirei non aggiungere null’ altro a quanto (poco) già detto.
Di sicuro la sceneggiatura non aiuta per niente questa coppia di colonne portanti della commedia cinematografica italiana, scopiazzata a piene mani dalla moooooolto più fortunata Una poltrona per due. Persino Pozzetto aveva già vestito il ruolo del miliardario caduto in disgrazia in altri due film: Un povero ricco, con Ornella Muti e Uno contro l’ altro…praticamente amici, al fianco di Tomas Milian. Ma se vogliamo proprio essere cavillosi, l’ impronta del film “On the road” lungo cui si svolge la trama, è parecchio simile ad un altro film con Pozzetto protagonista: Infelici e contenti, dove un Pozzetto divenuto disabile, si lancia insieme ad Ezio Greggio (che interpreta un non vedente) in un’ avventura fotocopia di quella vissuta da Ricky e Barabba.
Metto da parte i cavilli per giungere alla conclusione che alla fine la storia risulta passabile, ma solo ed esclusivamente perché tenuta a galla dalle interpretazioni dei due protagonisti e se solo Pozzetto fosse risultato più in forma, come in precedenti apparizioni, il risultato sarebbe traslato da passabile a godibile.
Gli “Switch” di De Sica saranno anche onnipresenti in tutti i suoi ruoli, ma a mio parere sono inimitabili…riescono sempre a farmi ridere. La cinica comicità del milanese imbruttito di Pozzetto, poi, riesce a dare il giusto equilibrio alle uscite pecorecce del collega che finisce fuori dal seminato una sola volta, durante la scena dell’ enorme ruttone al ristorante…decisamente evitabile…e non perché ho la puzza sotto il naso.
Happy End scontato e prevedibile, ma essendo una pellicola senza pretese, si riesce a perdonarle anche questo. Almeno facciamolo noi, visto che non lo hanno fatto i botteghini…con giusta causa aggiungerei.
Alessandrocon2esse























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