TITOLI DI TESTA: ti scatterò una foto, o forse no
TRAMA: non c’è ombra di dubbio che questo film sarebbe dovuto finire tra i Dimenticabili ma c’è un ma grosso come una scala poggiata sul tetto di una casa che si affaccia dentro la cameretta di uno scemo: c’è Pacey! Purtroppo quello con il caschetto biondo mi è sempre stato sulle balle, anche perchè Pacey era più figo, non piangeva per ogni cosa, non stava lì a trastullarsi la telecamera e quando c’era da calare l’asso non si tirava indietro…praticamente era Pacey.
Finita la giustificazione possiamo dire che una volta visto questo film finirà subito nel dimenticatoio ma capiremo tutti una cosa: bisogna sempre lasciarsi bene con le ragazze, voi direte “na parola” e infatti pure se sei Pacey mica è facile…ma andiamo per gradi.
Pacey si sposa e il film potrebbe finire già qui. Dopo il matrimonio porta la donzella a casa, o meglio in un appartamento pieno di macchine fotografiche perchè lui qui fa il fotografo di alta moda (mica il regista). Neanche il tempo di fare all’ammore che i due partono insieme per Tokyo dove Pacey dovrà darci sotto con un lavoro: scattare modelle. Tokyo si sa, è un posto pieno di gente, tutte le strade sembrano Via del Tritone all’ora di punta, e dato che si dice “donne al volante pericolo costante” la mogliettina investe una donna. Finiscono fuoristrada, la macchina mezza distrutta, tutti lividi…ma Pacey non ha visto nulla e fa passare la moglie per scema.
Così mentre Pacey lavora la mogliettina va in giro per Tokyo a scattare fotografie, ma quando le sviluppa (altro che foto con il telefono, boomer) c’è sempre un’ombra che rompe le palle. “Sarà che c’hai le dita grosse” le parole di Pacey…fino a quando Pacey non sviluppa le sue foto e riscontra il medesimo problema, per poi rendersi conto che è tipo una figura nera, ma che dico, tipo quella di The Ring, ma che ridico, è la tipica giapponese con i capelli lunghi che stà in tutti i film mezzi horror degli anni 2000.
Ed è proprio con lei che anni prima Pacey aveva fatto il figo per poi lasciarla con un biscotto della sfortuna…poi sarà che quando ti sposi non è che racconti tutto a tua moglie, cioè certe cose puoi pure ometterle ma questo film ti fa capire che è na mezza cazzata, tant’è che la giapponese ne combina di tutti i colori, anche se più tendenti al nero, e allora via con sensitivi non udenti, amici affetti da mutismo selettivo, macchinette usa e getta e Pacey che fa la figura del Dawson Leery.
TITOLI DI CODA: una trama telefonata, talmente tanto che verrebbe voglia di attaccare subito e invece…tra attori che non ci credono minimamente, comparse giapponesi che non capiscono cosa stia accadendo intorno a loro, fotografie sviluppate male ed effetti speciali inesistenti, anche Pacey non ne esce benissimo. Un Dimentic…a no, c’è pur sempre Pacey.
EXTRA: una volta mi sono lasciato con una ragazza…per fortuna non era giapponese.
Mklane
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