
Durante il monologo di Requiem for a Dream, in cui Ellen Burstyn descrive con intensità e dolore cosa si prova ad essere vecchi, avvenne un episodio particolarmente significativo dietro le quinte: mentre la Burstyn recitava questa potente scena, il direttore della fotografia Matthew Libatique, non riuscì a trattenere le sue emozioni.
Colpito profondamente dalla struggente interpretazione dell’attrice, Libatique lasciò scivolare la macchina da presa, perdendo temporaneamente l’inquadratura. La telecamera si mosse involontariamente, creando un piccolo momento di imperfezione tecnica.
Il regista Darren Aronofsky, inizialmente perplesso dal movimento imprevisto, chiamò il “Cut” per fermare la ripresa e cercare di capire cosa fosse successo. Avvicinandosi a Libatique per chiedere spiegazioni, Aronofsky notò che il direttore della fotografia aveva gli occhi pieni di lacrime, visibilmente commosso dalla performance della Burstyn.
La scena era così potente e autentica che Aronofsky decise di mantenere quella ripresa nel montaggio finale del film, ritenendo che l’imperfezione tecnica aggiungesse un ulteriore strato di realismo e vulnerabilità alla sequenza. La scelta di Aronofsky di includere questo momento di sincera emozione ha contribuito a rendere la pellicola del 2000 ancora più intensa e toccante.























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