
Il 22 Dicembre del 1970 usciva nelle nostre sale Lo chiamavano Trinità, capolavoro del western all’italiana scritto e diretto da E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni) che portò al cinema quasi 9 milioni di persone ed arrivò secondo negli incassi, dietro solo a Per grazia ricevuta di Nino Manfredi, nella stagione 1970/71.
Immaginare oggi il film senza Terence Hill e Bud Spencer come protagonisti è praticamente impossibile, eppure non furono loro i primi ad essere presi in considerazione.
Il ruolo di Trinità fu inizialmente proposto a Franco Nero, già volto iconico del western grazie a Django, Il mercenario e Vamos a matar compañeros di Sergio Corbucci, ma l’attore rifiutò la parte asserendo che il copione fosse, a suo dire, parecchio strano.
Barboni virò quindi su George Eastman e scelse Peter Martell per il ruolo di Bambino, cominciando a girare per le case di produzione della capitale a promuovere il suo copione.
In una recente intervista Hill ha raccontato che lui e Spencer ottennero la parte solo per puro caso: Barboni continuava a ricevere porte in faccia dai produttori che lo congedavano criticando i troppi dialoghi e battute e la totale assenza di morti nel copione. Quando si presentò negli studi della West Film per parlare con Italo Zingarelli, i due si trovavano già lì per cercare lavoro e presenziarono alla lettura del copione, proponendosi in coppia per le parti dei protagonisti.
Zingarelli decise di correre il rischio di produrre il film e, forse per evitare che cambiasse idea e ci ripensasse, Barboni disse a Hill e Spencer che aveva già pensato di farlo fare ad altri, ma visto che erano lì già pronti e disponibili…l’avrebbe fatto fare a loro.
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