
Nome: Kendall Roy
Segni Particolari: Egocentrico, debole, incline a droghe e alcol, frustrato, egoista e soprattutto, il figlio di…
Attività: Imprenditore???
Periodo di attività: Dal 2018 al 2023
Può uno script andare oltre l’attore? O meglio, un personaggio scritto e pensato meravigliosamente può sopperire agli eventuali limiti recitativi del suo interprete? Mi verrebbe da dire di si, ma l’equazione (stavolta inversa) non è cosi automatica e l’argomento merita un approfondimento.
Jeremy Strong ha sempre viaggiato nell’ombra dell’arte cinematografica, poche apparizioni e sempre con un minutaggio molto ridotto. Poi nel 2017 arriva una chiamata, il provino ed ecco che viene scelto per interpretare un ruolo da protagonista per una serie che promette di essere un evento. Da subito non sfigura ed anzi la sensazione è che per lunghi tratti sia il vero alter ego della super star del programma: Brian Cox. Ed ecco che quindi quella domanda iniziale trova un senso e la sua risposta diventa più complessa. Dal mio punto di vista, Strong non è e mai sarà un grande attore, anzi, ma con Kendall è riuscito a trovare la sua dimensione perfetta, anche grazie, ecco la premessa, a una sceneggiatura e a una caratterizzazione che lo ha esaltato.
Il compito di portare Kendall Roy sullo schermo non era molto facile, quello, per esempio, di Sarah Snook, nei panni di Shiv, era a mio avviso, più semplice, e questo perché in qualche modo esso era l’unico, come detto nella recensione della serie, che in qualche modo avesse tracce dell’umanità che conosciamo. Il mondo di Succession è un mondo a noi profondamente lontano e Kendall è stato l’unico nel quale potevamo trovare affinità con la nostra realtà. Il motivo è molto semplice e va rintracciato nel fatto che le sfaccettature della sua personalità e i suoi conseguenti gesti sono cosi variabili ed estremi che non è possibile, almeno per un attimo, non ritrovare qualcosa di te stesso. Se non altro per la malinconia che si porta sempre dietro insieme a quel timbro di “sfigato” e maledetto (nel senso di non riuscire mai a ottenere quello che vuole) che sono diventati quasi un epitaffio al suo nome. Le sue debolezze sono reali e il suo egocentrismo un controbilanciamento della paura eterna di non farcela o di farcela non all’altezza. Il suo comportamento è contemporaneamente il più borderline e il più dentro alla storia e questo mostra sia l’estrema capacità di adattamento di Strong (difficilmente ripetibile) che proprio il suo ruolo di angelo demoniaco/paradisiaco che gli è stato cucito. Sarà questo senso di caduta e rialzata, al di là di un sentimento mancante, ma è una scelta fatta per tutta la serie, o quella goffaggine maldestra che faceva rovinare sempre ogni suo progetto (se ci si pensa oltre al destino era sempre lui che iniziava a far andare le cose nel verso sbagliato), o quel sentore di affrancamento che trasmetteva, e che tutti bene o male cerchiamo, ma alla fine tutti (o quasi) abbiamo tifato per lui. Certo, molto del nostro desiderio proveniva dalla voglia di non dire “era inevitabile finisse cosi”, ma il suo personaggio ha di certo aiutato a questa predisposizione (per esempio con c’era lo stesso pensiero per Shiv e Roman). La sua sconfitta, tralasciamo per un attimo i soldi, ha sottolineato quel è figlio di… di cui si diceva all’inizio e fatto emergere con fragore quel detto che vuole che chi vive in una gabbia d’oro ha tante cose, ma sempre in una gabbia sta.
I Golden Globe 2024, con i premi a Matthew Macfadyen (Tom), meritatissimo almeno per l’ultima stagione, Sarah Snook (Shiv) e Kieran Culkin (Roman) e qui diventa meno comprensibile, hanno in qualche modo oscurato la figura di Strong e del suo Kendall (ricordiamo che il premio lo ha vinto due anni prima sempre per questa serie). Se anche concordo con il fatto che la sua figura nell’ultima stagione ha perso un pizzico di verve, il suo, a mio avviso, rimane il personaggio più profondo e complesso di tutta la storia e che ha raccordato maggiormente il mondo di sopra con quello di sotto rendendo tutto un filo più vicino. E poi c’è quella considerazione, molto alla Kendall, che vuole che Strong, a differenza forse dei suoi dirimpettai, non farà (quasi sicuramente) mai più nulla di cosi importante e la cosa, al di là della comunque immortalità raggiunta con questo ruolo, portava, nuovamente, a tifare per lui.
Jonhdoe1978























Lascia un commento