
Non tutti i film devono avere una motivazione concreta. Il cinema può e deve essere anche puro intrattenimento e non è quindi sempre detto che debba lasciare qualcosa su cui riflettere. Soprattutto le storia di pure azione, e arriviamo al punto, non sempre hanno un cuore forte, molto spesso si tratta di percorsi a perdifiato tra una sparatoria e l’altra e quello che ti rimane è una grande dose di adrenalina e piacere visivo. E se su questo siamo d’accordo, quindi, qual’è il problema con Io sono nessuno 2 che ha portato a questa premessa? Alla fine è esattamente quello che si è appena detto: un racconto appiccicato e senza una struttura molto solida condito da un continuo (buono) susseguirsi di combattimenti, esplosioni e uccisioni. Ecco, il problema è che esiste un primo film e che questo non era impostato cosi e il paragone (cosa che non sarebbe avvenuta se trattasi di opera singola) è a dir poco impietoso.
Io sono nessuno 2 è la parodia di quello che è stato ed ha, cosa più grave, l’arroganza di credere di poter reggersi sul ricordo. Derek Kolstad, uno degli sceneggiatori insieme a Aaron Rabin e padre sia del primo film che di John Wick, in questo caso non lascia spazio a nessuna costruzione narrativa riducendo tutto all’osso. Nessun più rinvio all’essere a all’apparire (caro alla sua penna) o a quell’onda segreta dell’agente speciale, solo un percorso banale e impresentabile atto esclusivamente a creare un minimo di “campo di battaglia” per liberare la sua sete di azione e numeri da prestigiatore. Anche i singoli personaggi, lo stesso Bob Odenkirk non sembra essere al 100%, sono poco presentabili e non trasmettono nulla di quello che dovrebbero. In particolare i cattivi, danno l’idea di essere delle macchiette povere di contenuti e anche quell’alone fumettistica che gli si vuole dare (abbastanza evidente ad esempio in Lendina), invece di arricchirli, li sminuisce sino quasi a farli sparire. Movenze esagerate, frasi copiate dal bignami della storia cinematografica di settore e conclusioni degne più a dei neofiti che per gente esperta del genere.
Anche quella vena ironica che il primo film aveva viene qui completamente annullata sostituta da una stantia e inutile serie di momenti già visti. Situazioni e gag trite e ritrite e che non riescono mai a far scattare qualcosa allo spettatore che, posso assicurarvi, rimane più interdetto che altro. Il problema è che non si passa neanche ad aspettare un qualche cambio di passo, la storia, infatti, aveva perso il suo DNA già dall’inizio e non si poteva più recuperare. Io sono nessuno, infatti, aveva avuto una prima fase di preparazione che aveva permesso non solo di far esplodere la seconda parte ma di capirne e assaporarne le motivazioni generali dando cosi una morale complessiva più che buona. Qui questa preparazione non c’è e la sua assenza (magari si è pensato fosse superflua, ma non lo sarebbe stata) pesa come un macigno oltre che far perdere di incisività e suspense tutto il prosieguo.
Se dovessi fare un epitaffio, direi che Io sono nessuno 2 è 85 minuti di rincorsa affannosa verso il nulla. Sparatorie, esplosioni e uccisioni continue fine a se stesse e con un percorso tanto banale quanto estemporaneo. Un’accozzaglia di eventi tenuti uniti da una storia che non c’è e che non solo non crea soddisfazione nella visione ma per certi versi annacqua l’idea del franchise e del personaggio. Personaggio che purtroppo (e solo io so quanto lo amo) piano piano sparisce sentendo tutto il peso di una scrittura assente e priva di un qualche slancio.
Un film di cui sostanzialmente si poteva tranquillamente fare a meno e che anzi ripropone con forza quella vecchia diatriba dell’opportunità del sequel a tutti i costi che questi ultimi anni hanno riproposto. Certo scrivere su una base già esistente è più facile, ma farlo con questa disinvoltura (nel senso negativo del termine) è sminuente e per certi versi irrispettoso. Lo stesso titolo, conforme al contesto nel primo film qui perde completamente di senso sostituito da Io non mi fermerò (in nome del nulla poi) completamente asettico e privo di anima e empatia. Per carità, gli amanti a tutti i costi dell’azione qualche spunto lo troveranno, ma anche loro, oggettivamente, diranno che di questa storia non ce n’era bisogno.
Jonhdoe1978
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