
TITOLI DI TESTA: “je so pazz, je so pazz…”
TRAMA: dal titolo penseresti a un ninfomane che diventa pazzo, ma ispirato dai racconti di H. P. Lovecraft con la regia di John Carpenter, quindi niente tette e culi, ma solo robe brutte, paranoie simpatiche e mostri così così. Il film non inizia con una veduta delle alpi svizzere, ma con il protagonista dentro a un manicomio. Come c’è finito? Te lo fanno vedere dopo manco 5 minuti. Sam Neill (l’uomo che sussurrava ai Velociraptor) è un ispettore delle assicurazioni bravo a scovare le magagne di chi vuole risarcimenti facili facili. Nel bel mezzo delle alpi svizzere, viene chiamato da una casa editrice “è arrivata na denuncia di risarcimento per la scomparsa del nostro scrittore di punta” “Fabrizio Corona?” “no, Sutter Cane”. Con un nome da prodotto per cani poteva giusto sparì.
La gente impazzisce per i prodotti, scusate, i libri di Sutter Cane, così pure Sam inizia a leggere sti libretti e la notte non dorme più (ma non era meglio la biografia di Fabrizio Corona?). Inizia a vedere cose strane, non ci vede manco più dalla fame, così si mette alla ricerca dello scrittore. Accompagnato da Linda, esperta di libri di Sutter Cane, arrivano nelle alpi svizzere dove lo scrittore vive.
Sarà l’aria, sarà il poco smog, pure qua accadono cose strane: vecchi in bicicletta vestiti da regazzini, quadri che si muovono, una vecchia che quando s’incazza diventa na piovra, zombie come se piovesse. Tutte cose che Sam aveva letto nei libri di Sutter Cane “pare de sta in un villaggio della Valtur, ma non è che me stanno a cojonà?”. Poi si ritrova davanti allo scrittore che gli svela tutto “guarda, nun ce sto a capì niente pure io! Invece de cercamme a me vai a pija a carci er regista, che così te dice se ce stà a cojonà”. Di sicuro quando finisce il film sarai il primo a capirlo.
TITOLI DI CODA: John Carpenter, regista della Cosa, Grosso impiccio a Chinatown, Essi vivono e pure troppo, confeziona un horror che di horror ha quattro cose in croce, messe bene e al loro posto. Finale con sorpresa manco fosse il Pasqualone, con Sam Neill che diventa matto col botto perché dopo aver parlato con i dinosauri, se non sei folle, poco ci manca.
EXTRA: Il vero seme della follia sta a Montecitorio…per farlo crescere ci pisciano sopra tutti i giorni.
Mklane























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