
Quando le persone credono nel tuo talento, inevitabilmente crescono le aspettative, sei segnato da quel ruolo che gli altri ti hanno dato e difficilmente potrai avere il beneficio di commettere errori. La tua unica speranza è di non incontrare la sfortuna per la strada, e in questo caso, Roy Hobbs ci va a braccetto. In questa storia di belle speranze, una giovane promessa del baseball vive una serie di battute d’arresto sul proprio cammino. Trentacinquenne e accompagnato dal suo cimelio, una mazza da baseball ricavata dal legno di un albero colpito da un fulmine, viene ingaggiato nella mediocre squadra dei New York Knights. Il buon Roy cerca di sfruttare l’occasione della vita, per ricordare a se stesso e anche ai detrattori, che in fondo è lui il migliore. Non solo per il suo talento, ma per aver affrontato tutto a suon di colpi, ed è questo il “migliore” degli home run.
Questo è il secondo film del regista Barry Levinson (Rain Man, Good Morning Vietnam, Sleepers solo per citarne alcuni) che dirige alla perfezione un Robert Redford in stato di grazia, che porta sulle spalle tutte le disillusioni del protagonista, dispensando parole sagge che feriscono come lame taglienti.
Il gioco del baseball usato come sfondo per raccontare una storia dai toni fiabeschi, dove una fotografia soffusa incornicia il tutto. Nonostante la lentezza in alcuni momenti del film, ci si appassiona all’epopea di Roy facendo il tifo per lui, che tra un lancio e l’altro, troverà il tempo per ricongiungersi con dei sentimenti che vengono dal passato.
Oltre al buon Robert, compongono il cast una giovanissima Kim Basinger, Glenn Close, Michael Madsen (Mr. Blonde in “Le Iene”) e Robert Duvall.
Frase: “La mia vita non è andata come mi aspettavo”
Mklane























Lascia un commento