
Nome: Tanti e tutti oscurati da ciò che è.
Segni Particolari: Via della Spiga – Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi.
Attività: Fruitore di libidine
Periodo di attività: Dal 1975 al 2006
Sul suo monumento funebre, nel cimitero di Zelata dove è sepolto, campeggia la scritta “See You later”, una delle frasi più emblematiche del suo repertorio.
Una frase rappresentativa per chi ha rappresentato alla perfezione, per tutta la sua carriera cinematografica e televisiva, il luogo comune dell’industriale meneghino. Un limite dal punto di vista strettamente cinematografico, ma una virtù per chi è riuscito a prendere parte (senza mai sfigurare) a ben 28 film ed 8 serie televisive, non essendo un attore.
Ha guidato macchine di lusso, ha condotto yatch da sogno nei porti più rinomati del mondo ed è stato, anche se solo per un episodio o qualche scena, al fianco delle donne più belle e desiderate d’Italia, lasciando affascinato chiunque lo incrociasse da quell’apoteosi di autocelebrazione e di paradossi che erano il suo marchio di fabbrica. Una vita che il Dogui, all’anagrafe Guido Nicheli e noto ai più come il Cumenda, non avrebbe mai potuto neanche immaginare senza la sua personalissima inventiva e quel vezzo di giocare con le parole e coniarne di nuove ed originali.
Fisico atletico, saggezza che arriva da lontano, una tranquillità che contagia e quella spiccata “calata milanese” che lo ha reso celebre in tutto lo stivale, il Cumenda è stato per un paio di generazioni il volto della Milano “da bere”, consacrando quello stile di vita tipico di quegli anni di benessere che può essere sunto in un’altra delle sue celebri massime: “Sole, whisky…e sei in Pole Position”.
Un modo di fare sbruffone, invadente e bonariamente razzista che oggigiorno, per la sua scorrettezza e la dilagante ipocrisia, sarebbe già difficile da riproporre al cinema…figuriamoci renderlo principe dei caratteristi, sebbene i Social Network strabordino di odiose imitazioni del Dogui, in un benessere di gran lunga più artificiale e posticcio di quello che i tanti registi che hanno lavorato con lui, gli abbiano costruito intorno per puro intento scenografico.
Il Cumenda è il Cumenda…tutto il resto è come Alboreto: Is Nothing.
Alessandrocon2esse
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