
TRAILER: di nuovo i “nostri” mostri
TRAMA: metto le mani e i piedi avanti per dire che non avevo nessuna voglia di vedere questo film, non che partissi prevenuto, ma essendo il seguito de “I migliori giorni” ero “pronto al peggio”…e purtroppo non mi sbagliavo. Come nel precedente ci si ritrova di nuovo parlare di 4 festività come il Natale che non vediamo l’ora che passi, il Primo Maggio dove l’odore della griglia la fa da padrona, il Ferragosto che tanto non sai mai che fare e Halloween che dato non sei più un ragazzino ti spari di nuovo il film di Carpenter.
Così ecco 4 episodi che parlano delle festività sopracitate con un amaro di fondo che manco una tavoletta dell’Eurospin con scritto 99% cacao. Ora non me la sento di spezzare una tavoletta, ma a me piacciono e ne mangerei in continuazione, mi piace un sacco l’amaro come con sofferenza mi piace affrontare l’amaro della vita sperando che dopo possa esserci qualcosa di buono.
In questi “peggiori giorni” non c’è ironia, ma un pessimismo imperante dedito a mostrare le bassezze e le meschinità di individui talvolta vicini ma spesso lontani anni luce da barlumi di umanità. Nuove vittime sociali ma al tempo stesso carnefici di se stesse. Un film corale che mostra 4 momenti che non rimangono nella nostra memoria, forse per via degli attori, forse per la pigrizia delle storie o semplicemente forse perchè in giro ci sono talmente tanti mostri che di questi non riusciamo certo a meravigliarci.
Mklane
Voto 5/10
La buona riuscita, con contestuale riscontro positivo del pubblico, de I migliori giorni e la struttura a episodi autoconclusivi (tanto per intenderci si poteva fare un sequel senza essere per forza un sequel), ha convinto Edoardo Leo e Massimiliano Bruno, ancora nella triplice veste di attori, registi e sceneggiatori (non unici), a mettere in piedi questo nuovo film. Stavolta i giorni scelti, in comune tra i due film c’è solo il Natale, sono il primo maggio, ferragosto e Halloween. A prescindere da questo, e comunque ci sarebbe da parlarne, il paragone ovviamente è inevitabile, la sensazione generale è che stavolta il progetto non sia riuscito come nel caso precedente, con un cuore e un’anima molto più labile e debole.
La prima variante, già di per sé pesante, è la mancanza di un comun denominatore tra i vari episodi. Nel primo film, con la sottolineatura bilanciata e avvolgente della variabile sentimenti, quello che emergeva è l’importanza del compromesso e di come esso sia in molti casi la matrice delle nostre scelte. Ne I peggiori giorni, i primi due episodi sembravano seguire l’impostazione dell’ineluttabilità pessimistica della vita, poi assente negli altri due, questo filo conduttore si è smarrito lasciando più di qualche domanda. Ma anche andando oltre a questo, molto difficile, quello che non convince è proprio l’essenza dei vari episodi che se da un lato, direi giustamente, lasciano tutti un appeso finale da arricchire con l’immaginazione, dall’altro (escluderei forse il secondo) rimangono molto piatti e quindi poco coinvolgenti.
Ultima considerazione, molto personale, perché non fare un 2.0 come fatto con il primo episodio? La soluzione ibrida adottata non convince. Dal mio punto di vista, o si faceva una specie di seguito per tutti e si doveva dare qualcosa di nuovo per tutti e quattro. Si è creata, con questa decisione, invece che un’unica via interpretativa, un percorso doppio che ha ammorbidito verso il basso attenzione e, purtroppo predisposizione.
Jonhdoe1978
Voto 5.1/10
I peggiori giorni, diretto da Massimiliano Bruno e Edoardo Leo, risulta essere un sequel che fatica a distinguersi dal suo predecessore, I migliori giorni. Nonostante alcune nuove aggiunte al cast e l’introduzione di diverse festività (tranne che per la ripetizione del Natale) come sfondo delle vicende, il film sembra ripercorrere gli stessi sentieri del suo antecedente, offrendo una sensazione di déjà vu che non contribuisce positivamente all’esperienza cinematografica.
Le nuove festività (Natale, 1° Maggio, Ferragosto e Halloween), se da un lato cercano di apportare varietà al contesto delle storie, dall’altro risultano sfruttate in maniera prevedibile e poco ispirata. Le dinamiche dei vari episodi sembrano riproporre gli stessi medesimi schemi già utilizzati, mancando di freschezza e originalità. La sola scelta di concentrarsi su diverse ricorrenze non riesce a offrire una prospettiva nuova o interessante, risultando più un artificio che un elemento significativo della trama.
Tutto sembra già vissuto ed il cast, sebbene sia capace ed in parte, riesce a malapena a sorprendere o coinvolgere appieno lo spettatore, intrappolato in dinamiche non originali e in un senso di stasi.
Persino il punto debole dei finali poco incisivi ed incapaci di dare una chiusura soddisfacente alle diverse storie, sembra essere un Copia/Incolla, dimostrando che l’idea di partenza di uscire con due pellicole sia rimasta quella originale, senza un briciolo di lavoro sui “nei” riscontrati dopo l’uscita del primo film. L’assenza di risoluzioni efficaci dei quattro episodi, contribuisce a un senso di insoddisfazione generale e lascia lo spettatore con la sensazione di aver assistito a un’opera che non ha veramente portato la narrazione avanti.
Speriamo solo che a qualche produttore non venga in mente di proporre a Bruno e a Leo di trattare, con pessimismo latente ed in modo dissacrante, anche “I normali giorni”…aprendo di fatto ad una saga incentrata sui Lunedì, i Martedì, i Mercoledì, i Giovedì, i Venerdì e i Sabati. Le Domeniche no. Quelle sono segnate in rosso sul calendario, come le festività.
Alessandrocon2esse
Voto 5/10























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