
Un trionfo della produzione cinematografica dell’epoca che, in quasi sessant’anni di onorata carriera, si è tramutato in un classico intramontabile della filmografia Disney che mescola abilmente azione, commedia e avventura in un contesto spionistico affascinante.
Si parla di F.B.I. – Operazione gatto, pellicola del 1965 diretta da Robert Stevenson, regista più rappresentativo del filone dei Live Action targati Disney del periodo. Una commedia investigativa leggera con qualche spruzzata di suspense, che racconta le vicende dell’astuto G.G., un gatto siamese che vive insieme alle sorelle Patricia “Patti” (Hayley Mills) e Ingrid (Dorothy Provine) Randall. Una sera, durante i suoi abituali giri di perlustrazione, G.G. segue fin dentro casa il rapinatore di banche Iggy (Frank Gorshin) che, insieme al suo complice Dan (Neville Brand), tengono in ostaggio la cassiera Mrs. Margaret Miller (Grayson Hall). La donna sostituisce di nascosto il collare di G.G. con il proprio orologio, dove ha inciso parte della parola “Help”. Una volta scoperto l’orologio, Patti si reca dall’FBI e ne parla con l’agente Zeke Kelso (Dean Jones), che inizierà a dirigere i suoi colleghi nel pedinamento di G.G. nella speranza di trovare il nascondiglio dei due rapinatori.
Una sceneggiatura, quella di Bill Walsh e Tom Rowe, che risulta un po’ lacunosa a dire la verità e lo spunto iniziale non è così forte da poter coprire l’intera pellicola (ci si fa caso soprattutto a riguardarlo oggi), ma Stevenson, ancora caldo del recente successo ottenuto con Mary Poppins, ha abbastanza capacità per metterci una pezza.
La trama del film è una miscela di spionaggio, comicità e un lampante tocco distintivo di fantasia, che si lascia seguire piacevolmente fino al finale garbato e piacevole. Stevenson è abile a mantenere il ritmo serrato per i 138’ della durata del film e nel bilanciare le scene d’azione con momenti più leggeri, anche se la prima parte risulta un po’ prolissa e con qualche scena poco fluida e ripetitiva, rispetto alla seconda che è, per naturali motivi di sceneggiatura, molto più simpatica e dinamica.
Le sequenze di inseguimento e di spionaggio sono ben coreografate e tengono gli spettatori con il fiato sospeso, mentre le scene comiche sono eseguite con precisione e timing impeccabile. Stevenson riesce anche a dare al film un’atmosfera di suspense, mantenendo il pubblico coinvolto nella trama e nel destino dei suoi affascinanti personaggi.
Il cast è solido, con Jones (altra icona dei Live Action Disney) e l’ex Pollyanna Mills a tenere in mano il timone. Entrambi, offrono una performance carismatica e divertente, con i loro personaggi determinati a completare la missione, nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino. Ma anche il resto del cast non è da meno, composto da buoni attori e da validi caratteristi che contribuiscono a creare un’esperienza cinematografica coinvolgente e memorabile, tra cui la grande Elsa Lanchester che fa la parte della vicina impicciona Msr. MacDougall, l’attore cabarettista William Demarest in quelli di suo marito Wilbur MacDougall (senza dubbio alcuno il mio personaggio preferito) e Iris Adrian, attrice già all’opera con Stanlio e Ollio e Jerry Lewis, che nel film interpreta la padrona di casa dei rapitori.

La colonna sonora di Robert F. Brunner ben si adatta alle diverse scene del film, mentre la fotografia di Edward Colman è nitida e, nonostante le scene in esterno dei quartieri dove G.G. se ne va a spasso siano tutte girate nei Walt Disney Studios di Burbank, cattura perfettamente l’atmosfera degli anni ‘60.
Ma l’aspetto più sorprendente di F.B.I. – Operazione gatto, oltre ovviamente a quello di riuscire a far recitare (e bene) un gatto (in realtà erano 12 ed uno di questi aveva già recitato in L’incredibile avventura di Fletcher Markle), è stata la sua capacità di intrattenere sia gli spettatori più giovani che quelli più datati: mentre i primi hanno riso dei lazzi di G.G. (generazioni di ragazzini hanno riso a crepapelle per la scena dell’inseguimento nel drive in) e le varie situazioni comiche, gli adulti hanno apprezzato le sottili allusioni alla politica dell’epoca e quell’umorismo impagabile e mai volgare, segno distintivo del meglio della produzione Disney di quegli anni.
F.B.I. – Operazione gatto è una commedia d’altri tempi, che si riguarda con un pizzico di nostalgia, quando il mondo era più semplice e bastava un gatto per fare botteghino al cinema.
Rivisto oggi, a più di mezzo secolo di distanza, non perde un grammo del suo garbo incantevole e, nonostante una sottile e lapalissiana patina di polvere, resiste intrepido alla prova del tempo invecchiando egregiamente, a differenza del suo ignobile remake del 1997 Operazione Gatto di Bob Spiers.
La CGI, così come la chirurgia estetica, non sempre sono sinonimi di “Miglioria”.
Alessandrocon2esse























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