
Titoli di testa: “Piantala”
Trama: A Mark Wahlberg riescono benissimo un sacco di cose: sparare, disinnescare bombe, mostra gli addominali, far guidare alla controfigura una Mini mentre sorseggia Gin Tonic sul sedile posteriore, fumare con i peluche, picchiare le scimmie e giocare con i robot. Ma non fategli fare il biologo in un film di M. Night Shyamalan (quello del Sesto Senso per capirci) o è come quando metti una Mentos nella Coca-Cola: un mix letale. Te la ricordi la pianta carnivora nei bar che quando battevi le mani iniziava a cantare? Un giocattolo dirai, ma in questo film accade davvero.
Non che cantano proprio, ma visto che si sono rotte le palle dei cani che pisciano sui tronchi, le piante di tutto il mondo (Ibiscus, Ficus Benjamin, Fassino, Aloe Vera, Sandalo e Patchouli, ecc…) scorreggiano all’unisono emanando una tossina, ma puzza talmente tanto (avevano mangiato pesante) che la gente si suicida. Mark Wahlberg, dopo aver sentito il peto, raduna tutti i suoi familiari e amici per fuggire non sa neanche dove, e si ritrova a fare una scampagnata a Villa Pamphili in mezzo a un campo di cactus: “e se questi scorreggiano chi me le toglie le spine?”.
Il film, dato che la regia è di Shyamalan, prende delle pieghe surreali, tant’è che senza aver fumato dell’erba (e gli sceneggiatori ne avranno abusato) il nostro Mark si ritrova a parlare con una pianta: “scusa se non ti ho annaffiato, ma non ho pagato la bolletta e ci hanno staccato tutto”. Poi passa qualcuno e gli ricorda che è di plastica. È allora che Mark si trasforma in Luca Sardella e decide di salvare il mondo, ed è lì che le piante si cagano sotto…almeno per un pò.
Titoli di coda: Shyamalan qualcosa di buono in carriera l’ha fatto, poi ha cambiato spacciatore e sta storia dell’erba gli ha dato alla testa.
Extra: Una volta ho comprato una pianta di basilico, e venne il giorno che morì…quello dopo.
Mklane























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