TITOLI DI TESTA: un nome, mica una bestemmia!
TRAMA: questa è la storia di un Cucciolone, parecchio cattivo e senza zabaione. Ma partiamo dall’inizio: da dove nasce il gelato? Questa non la so manco io quindi ripartiamo un po meno dell’inizio: che c’azzecca Stephen King con il Cucciolone? Pare che in tenera età suo figlio, il giovane King Kong (noto per essere un vero animale) andasse matto per il famoso gelato. Tutte le sante volte Stephen non capiva il perchè di questa passione: le barzellette non facevano ridere, e soprattutto, ma voi provà qualcos’altro? Così si mise in testa di scrivere una storia sul Cucciolone…fino a quando capì che c’era poco da inventasse e decise di parlare di un cucciolone a 4 zampe, un San Bernando che je prendono i 5 minuti.
Il brutto è che fare un film e mettere nei titoli di testa “tratto da un racconto di Stephen King” non è mai semplice, anche perchè su “Cujo” ce ne sarebbe da dire, a costo di scriverci un libro (n’altro!)…ma limitiamoci al film.
Siamo a San Bernardino di Briona, vicino Novara, cittadina con 6 abitanti, tra cui sto cane che è un pezzo di pane. Ora dato che dove vive i gatti da rincorrere scarseggiano, si mette a fare l’imbecille dietro Bugs Bunny e eanche il tempo di mettere la testa nella sua tana che viene attaccato da certi pipistrelli che stavano a dormì tanto bene: uno lo morde e inizia il film.
Cujo nel giro di un paio d’inquadrature contrae la rabbia e diventa come Jason Statham quando la mattina non trova i Cheerios: una bestia. Così t’ammazza il padrone e n’amico suo che passava di là. Per non farci mancare nulla in questo film c’è pure una famiglia (genitore 1, genitore 2 e figlio) che non se la passa tanto bene perchè genitore 1 ha un problema in testa: le sospette corna della moglie pronte a spuntare.
L’uomo decide di andarsene di casa per cercare un’amante, mentre la moglie insieme al figlio si reca dal meccanico in cerca di un crick. Roba che come arrivano trovano il cucciolo che li attacca e tale la paura che la macchina non ne vuole sapere di ripartire. Loro non se la sentono di uscire così passano addirittura i giorni: il caldo, il pupo che fuma duecento sigarette senza aprire il finestrino, la mamma che soffre d’incontinenza…ormai la macchina chi te la rottama più?
Cujo è sempre più rabbioso tant’è che per dimostrare quanto è incazzato si mette a sbranare un poliziotto che passava di là…e purtroppo l’odio per la divisa gli sarà fatale.
TITOLI DI CODA: non ve lo dico come finisce, ma potrei dirvi 2 cose: 1 se ti piacciono gli animali non guardare questo film e 2 ti dico solo che il cane muore, la donna e il pupo si salvano e torna addirittura il marito solo per dire alla moglie che è tornato per portarla a casa a preparare la cena. Il regista, che non è uno scemo dato che è un regista, fa crescere il seme della follia in ogni inquadratura, merito anche della fotografia (dite cheeeeeese) di un giovane Jan De Bont, futuro regista di Prendi l’autobus con John Wick.
Piccola curiosità che scrivo qui prima che Alessandrocon2esse ci faccia un Mica Lo Sapevo: il regista Lewis Teague dirigerà l’anno seguente un altro adattamento tratto da Stephen King, L’Occhio del Gatto, un film a episodi dove in uno di questi ci sarà proprio Cujo che a sto giro rincorrerà un gatto…forse perchè i conigli erano finiti.
EXTRA: io non ho mai avuto un cane…ma ne ho frequentati tanti.
Mklane
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