
Quando nel 2008 la DreamWorks Animations fece uscire nelle sale il primo capitolo della serie cinematografica d’animazione Kung Fu Panda, diretto da John Stevenson e Mark Osborne, il fumettista Jayme Gordon intentò una causa contro la casa di produzione, accusandoli di aver copiato i protagonisti del film da un suo racconto a fumetti dal titolo “Kung Fu Panda Power“.
Gordon li accusava di aver plagiato i suoi disegni e di aver basato la loro pellicola su dei personaggi che lui stesso aveva creato, disegnato e fatto proteggere da Copyright nel decennio tra il 1990 ed il 2000. Inoltre, sosteneva di aver contattato un dipendente della DreamWorks nel 1999 e di avergli inviato per posta un pacchetto contenente tutte le sue illustrazioni, comprese quelle incriminate, rispedito poi al mittente perché non ritenuto valido.
Nel 2011 gli avvocati di Gordon inviarono una PEC all’ufficio legale della DreamWorks, chiedendo un accordo tra le parti per un compenso di 12,5 milioni di dollari, a fronte (sempre secondo loro) di un danno subito dal loro cliente che superava i 150 milioni.
Dopo la prima udienza un esperto della DreamWorks scoprì che in realtà Gordon, aveva sì disegnato anni prima una storia a fumetti con protagonisti dei Panda ed altri animali, ma copiandoli dal libro da colorare Disney Lion King del 1996, per poi ritoccare le sue tavole appena dopo l’uscita dei trailer promozionali di Kung Fu Panda, per rendere i suoi personaggi più simili a quelli del film
Nonostante abbia ritirato subito la causa, Gordon è stato accusato di sette capi d’accusa di frode telematica e falsa testimonianza, venendo condannato a due anni di reclusione e a pagare ben 3 milioni di dollari di risarcimento alla Dreamworks per danno di immagine.
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