
Nell’arco di una visione mensile di film ne esistono alcuni che oggettivamente non hanno una valenza specifica altissima ma che si inseriscono in quella particolare casella chiamata “necessari”. In questa vasta categoria, che poi ognuno segue le sue affinità per catalogare un prodotto affine o fuori canone, rientra per come le vedo io, Cani Sciolti, film diretto dal camaleontico Baltasar Kormákur e che vede come protagonisti la strana coppia Denzel Washington e Mark Wahlberg. Un’accoppiata che per diversi motivi, soprattutto di ordine recitativo, non è molto omogenea ma che in questo frangente (facendo seguito alla parziale incoerenza iniziale) alla lunga funziona e anche bene.
Cani sciolti è un film che si perde decine di volte ma ogni volta trova il modo di tornare a galla dando sempre un motivo allo spettatore di conservare la sua attenzione. E’ evidentemente una storia che rasenta la fantascienza (in alcuni casi anche qualcosa di più), ma il contesto complessivo riesce quasi magicamente ad armonizzare queste iperbole dandogli un senso quasi di normalità.
Differente l’approccio alle singole scene d’azione. Tutti quegli spari, salti, inseguimenti e salvataggi rientrano in un più normale range di genere trovando cosi terreno fertile per quella zona di soddisfazione necessaria di cui dicevo all’inizio.
A condire tutto, o meglio a unire questa distanza tra premessa della storia (veramente spinta) e sviluppo della stessa, una fine intrigante e senza inutili pretese morali e che, c’è da dirlo, mette anche un’enorme toppa a dei minuti precedenti pericolosamente scontati (seppur perfettamente aderenti a quello che era l’anima del film).
Insomma Cani Sciolti è uno shaker impazzito che però, come si è capito e a differenza di molti altri di pari trama, alla fine raggiunge il suo obiettivo di intrattenimento e che si lascia guardare senza farti distrarre troppo (molto merito va anche al solito magnetismo di Denzel) e questo, come è facile da capire, non è propriamente una cosa da trascurare.
Frase del film:
“Conosci il detto: mai rapinare una banca di fronte a un ristorante che fa le ciambelle più buone della zona?”
Voto 6.2/10
Jonhdoe1978
Cani Sciolti è tipo quel film che guardi convinto che sarà la solita cazzata da sabato sera, e invece…è la cazzata giusta ma fatta bene, co due attori che ce mettono carisma, pallottole e battutine da buddy movie anni ‘90. Stamo a parlà de Denzel Washington, che pure se legge n’copione scritto su un tovagliolo de kebab riesce a recità da premio Oscar, e Mark Wahlberg, che fà er coatto col cuore, un pò coglione, ma cò la mira de un cecchino dopo tre birre.
La trama? Roba da manuale dei film “scoppia tutto e poi vedemo”: due tizi, uno DEA e uno marina (ma all’inizio nun se sanno sta cosa l’uno dell’altro), s’infiltrano in mezzo ai narcos per fregà du spicci (cioè, 43 milioni de dollaroni…robetta). Peccato che sti soldi sò della CIA e appena li toccano…apriti cielo: agenti doppiogiochisti, capoccia coi baffi, mucche esplose (giuro!), mitra ovunque e una scia de casini che manco in Fast & Furious.
Denzel, co la sua solita faccia da “sò sempre er più svejo della stanza”, gira tranquillo pure quando ce sta na mitragliata in corso. Wahlberg invece è tipo un cane sciolto vero: rompe il cazzo a tutti, spara, ride, risponde male e poi spara di nuovo. Insieme fanno na coppia che funziona, tipo Arma Letale ma con più testoterone e meno regole.
Poi ce sta Bill Paxton (pace all’anima sua), che fa il cattivo viscido tipo assicuratore de film horror, e Paula Patton che, diciamolo, sta lì solo per svijà l’attenzione con certe inquadrature tattiche. Ma nun je famo na colpa.
Il film fila liscio: botte, sparatorie, tradimenti, battute da bar e scene che sembrano uscite da un fumetto disegnato da uno strafatto di Red Bull. Non te cambia la vita, ma te la fa passà bene per un’oretta e mezza. E in fondo, che ce serve de più? Niente perché tanto non te lo scordo…
Cani Sciolti: due stronzi, un botto de proiettili e un sacco de stile.
Voto 6/10
Mklane
Con Cani sciolti, l’islandese Baltasar Kormákurporta avanti il suo personale dialogo con l’action hollywoodiano, firmando un buddy movie che ripesca suggestioni anni ‘90 e le rielabora con una regia sporca ma energica.
Tratto dall’omonima graphic novel di Steven Grant, il film gioca con gli stereotipi del genere, proponendo un’accoppiata esplosiva: Robert “Bobby” Trench(Denzel Washington), agente DEA dal passato oscuro, e Michael “Stig” Stigman (Mark Wahlberg), militare sotto copertura, entrambi ignari delle rispettive identità. Quando una rapina a scopo investigativo li mette nel mirino di narcotrafficanti, CIA corrotta e superiori infedeli, i due si trovano costretti a un’alleanza forzata, tra battute fulminanti, inseguimenti e sparatorie.
Il cuore del film non è tanto nella trama (volutamente ingarbugliata e quasi pretestuosa) quanto nell’alchimia tra i due protagonisti. Washington, in versione rilassata ma sempre carismatica, e Wahlberg, spalla comica con muscoli e ironia, si muovono con disinvoltura tra cliché e improvvisazioni, dando ritmo e verve al racconto. L’intesa funziona, e se da un lato il copione di Blake Masters si limita a inanellare colpi di scena e situazioni “tarantiniane”, dall’altro Kormákur riesce a gestire l’azione con una certa originalità visiva, alternando tocchi europei a esplosioni da manuale.
Non tutto però fila liscio: il tono altalenante, tra noir, commedia e satira, non sempre trova equilibrio, e l’impianto narrativo, pur ricco di spunti, si rivela spesso incoerente e confuso. I comprimari, pur affidati a interpreti di rilievo (Bill Paxton, Edward James Olmos e Paula Patton), restano confinati in ruoli stereotipati, e l’aspetto politico (accenni alla corruzione sistemica e alla giustizia fallace) rimane solo abbozzato.
Cani sciolti diverte senza lasciare troppo il segno: un B-Movie muscolare e consapevole, ben diretto e interpretato, ma incapace di scegliere se essere parodia o denuncia, action sfrenato o riflessione disillusa.
Un intrattenimento gradevole, ma con il retrogusto di un’occasione mancata.
Voto 6/10
Alessandrocon2esse
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