
TITOLI DI TESTA: Il ritorno di Miracle Blade
TRAMA: per parlare di alcuni argomenti bisogna prenderla alla larga. Non si può semplicemente liquidare una tua ex definendola “quella stronza che mi ha lasciato alla metro di Re di Roma”, devi argomentare, sintetizzare i punti salienti per poi arrivare alla definizione di prima senza che qualcuno dica “ma no dai non dire così”. Per trattare l’argomento in questione (non la mia ex) non basta dire che è il seguito del primo film su Blade, il vampiro nipote della Chef Tony…bisogna parlare di quello che stava accadendo al cinema dei supereroi (almeno in parte).
Lasciamo perdere quello accaduto negli anni 80-90 con Superman e Batman, non scomodiamo quelli che ci avevano provato portando al cinema un diavolo con le catene, ma limitiamoci al fatto che dopo il primo Blade sono arrivati film come Matrix e X-Men, dove il gusto estetico ha fatto si che tutti inserissero tute di pelle nera, borchie ed espressioni facciali tesissime date dai pali nel culo degli attori.
“Famolo uguale ar primo, ma famolo strano” avranno detto a Hollywood, così alla regia ti chiamo uno che aveva fatto dei film su dei bagarozzi giganti e su un diavolo con la spina nel fianco. Uno che tiene all’estetica del tempo ma che riesce a metterci il suo immaginario, cioè belli i pantaloni di pelle, ma pure i vampiri nazi, un mostro disegnato sotto LSD, i ninja e dei set che ti fanno dire “Tu si qui vales, sei pronto per Hellboy”…ed ecco che diventa il giocattolo preferito di Guillermo Del Toro.
C’è un tipo che va in giro ad ammazzare i vampiri e non è Blade perchè lui è impegnato a salvare il suo maggiordomo Whistler facendogli un succhiotto. A proposito di romanticismo, arriva una tipa con le samurai ai piedi che vuole far conoscere a Blade il padre. Aria di fiori d’arancio? No perchè il padre, tale Maraschino, gli dice che in città è arrivata una minaccia: non è l’Ama che non raccoglie la spazzatura, ma un tipo di nome Nomak che è tipo un vampiro 2.0, uno a cui il vaccino ha fatto male e uccide vampiri, umani e galline.
Blade, da sempre attento alla causa animalista, è pronto a farlo fuori insieme a un gruppetto di suoi fan chiamati l’Emobranco: praticamente degli Emo che a forza di tagliarsi le vene sono diventati vampiri…e oltre a loro c’è un giovane Norman Reedus che alle vene ci tiene e si ammazza di canne.
Tra alti e bassi, bassi e alti, bombe ipertecnologiche e il ginocchio ballerino di Whistler, si scoprirà che Maraschino fa rima con Malandrino e allora giu con ettolitri di sangue, di color rosso intenso annata 2002…rigorosamente in barrique.
TITOLI DI CODA: il regista Guillermo Del Toro prende Blade e lo fa suo. Non oso immaginare quello che è accaduto tra lui e Wesley Snipes quindi mi limito a dire che questa storia d’amore ha portato i suoi frutti. Dicono che il cattivo doveva essere Morbius ma nessuno sapeva ancora chi fosse Jared Leto, dicono pure che doveva esserci Michael Jackson nei panni di uno zombie…per la maschera avrebbe riciclato quella di Thriller.
EXTRA: dice che non c’è 2 senza 3…mannaggia a loro.
Mklane
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