
Nome: Bella Baxter (Victoria Blessington)
Segni Particolari: Ha il cervello della figlia
Attività: Esperimento, esploratrice, amante del piacere, vittima e carnefice
Periodo di attività: In un tempo passato e futuro
Ogni volta che scrivo un Primi Piani parto da un presupposto: chi lo legge sa già di cosa si parla e ha già visto i film o le serie corrispondenti. Non avrebbe senso leggere un approfondimento se non si sa il contesto e/o già non si possieda una propria idea. Questo mi porta spesso a eliminare qualsiasi filtro e solo Dio (è un esempio) sa quanto è necessario nel caso specifico. Bella Baxter (per ora rimiamo su di lei) è, infatti, almeno all’inizio, l’emblema della spontaneità, uno degli esempi cinematografici più estremi che mostrano come pensieri e azioni da sempre hanno un armonizzatore morale che a seconda dei momenti li allontana e li avvicina. Povere Creature! e Bella Baxter in particolare, ci dice che quell’armonizzatore ha un nome ben preciso: conoscenza. I bambini, Bella all’inizio è una bambina con il corpo troppo cresciuto, fanno tutto quello che gli viene in mente proprio perché quel filtro ancora non ha le basi per capire quando una cosa è sbagliata o no, o, ancora meglio (o peggio, dipende dai punti di vista) sia socialmente accettabile o meno. Lo scoprire le cose, e qui, come detto nella recensione apposita, c’è tutto il cuore del film, porta l’uomo a cambiare, a rendere tutto meno spontaneo e quindi, conclusione, più maledettamente cinico. Bella, viaggia, sperimenta, prova, si fa rapire dagli istinti e cerca di assecondarli senza nessun freno, ma alla fine torna a quelle che erano le sue origini e si scopre per quello che non avrebbe mai pensato: una persona pronta a qualsiasi cosa, anche all’abominio, pur di difendere se stessa e le persone che reputa care. In pratica, non c’è spazio per la pietà o il compromesso, mors tua vita mea.
Altro elemento che la caratterizza, che poi non è cosi slegato dal concetto pocanzi espresso, è l’esasperazione della sessualità quale elemento per evidenziare la natura dell’istinto. L’uomo se messo davanti alle sue pulsioni basilari, infatti, come ogni altro animale, ha come elementi principali il nutrirsi e l’accoppiarsi. E’ ovvio, che qui si esaspera il concetto, ma è indubbio che molta della moralità che sentiamo in giro è figlia quasi sempre del pudore delle persone. Se dovessimo leggere i veri pensieri della gente, penso che saremmo tutti stupiti e forse in certi casi, ci sentiremmo meno in colpa per i nostri. E’ chiaro che l’aspetto sessuale si sposa, e Bella lo dice in continuazione, con la ricerca del piacere fisico e della felicità. Anche questa è una verità assoluta: il sesso rende felice, toglie qualche ombra sui pensieri e ci rende più accondiscendenti e, paradossalmente, più puri. Il motivo è semplice: li siamo senza armatura, per qualche breve secondo siano noi con i nostri pensieri e sensazioni più dirette e quindi, emotivamente e appunto, più pure.
In casi come questi, la Stone ha appena vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista, si dovrebbe dire che molto della bellezza e unicità del personaggio siano per merito suo. E invece, stavolta non lo dirò, semplicemente perché non lo penso. Il personaggio, per me, era già vincente di suo e per una straordinaria attrice come lei il ruolo non era difficilissimo. Attenzione, non dico che era facile, ma soprattutto all’inizio, per l’estrema gestualità, non proibitivo. Anche il fatto che sia una bellissima e sensuale donna, ha reso la parte visiva assolutamente attendibile e quindi condivisibile (chiunque ha pensato che essere la ragazza più ambita aveva un fondo di verità). Tanto per entrare nello specifico credo che ad esempio in Birdman, Lalaland, dove peraltro dove ha vinto l’Oscar, non lo cito nemmeno, sia stata addirittura superiore.
Chiudo con un passaggio fondamentale del personaggio e che è poi quello che ha permesso al personaggio (devo ripetermi) e al film di fare lo step definitivo: quando Bella diventa Victoria Blessington. In quel momento si è cercato di dare un senso al giusto e allo sbagliato per poi trovarsi invece, a fare i conti solo con il secondo. In pratica, e qui c’è tutto il personaggio, gli eventi e le esperienze ci cambiano e nel nostro intimo alla fine, nonostante le basi e ribadendo che il DNA non si perde quasi mai (madre e figlia hanno le stesse pulsioni), tutti diventiamo schiavi di una grande dose di freddezza e incuranza, soprattutto, per chi non la pensa come noi o peggio, cerca in qualche modo di ostacolarci.
Jonhdoe1978
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