
Nome: Adam Neumann
Segni Particolari: Egocentrico, visionario, ammaliante e sognatore
Attività: Imprenditore…particolare
Periodo di attività: 2022
Premessa: Adam Neumann è una persona reale e come tale solo lui, e forse la moglie, sa con esattezza le reali motivazioni che l’hanno spinto ad agire o non agire in determinati momenti della sua vita. Quello che segue riguarda solo l’Adam Neumann mostrato da Wecrashed o meglio, l’immagine che io ho concretizzato dell’Adam di Wecrashed.
Per quanto naturalmente ogni persona ha la capacità di trascinare qualcun altro, anche solo per qualcosa di futile o frivolo, ne esistono alcune che riescono a farlo in misura maggiore e questo assecondando la spiccata indole sociale e di comunicazione che hanno. Tale caratteristica ben definita nella teoria trova la sua estremizzazione nella storia di Adam Neumann che proprio sull’empatia e l’entusiasmo ha costruito un impero. Al limite tra il folle e il geniale ha preso un mucchio di sabbia bagnata e la ha trasformato in un castello di cemento armato. Ha urlato l’arroganza di un’idea sia in modo materiale, comunque l’ambizione di diventare l’uomo più ricco del mondo l’ha sempre pervaso, che come suggestione emotiva, instillando la percezione, a chiunque gli stesse vicino, che in quel momento si stesse realizzando qualcosa di unico e, per certi tratti, irripetibile. E quello che appare è che alla fine fosse realmente cosi. WeWork, infatti, ha preso a calci nel sedere anni di stereotipi, di pragmatici e seri modi di comportarsi, riscrivendo le priorità lavorative e per certi aspetti anche di vita. E’ entrata nell’anima del business come un uragano di concettualità ridistribuendo un ordine sociale e di comportamento assolutamente alternativo. Un mondo dentro al mondo insomma. Lo stesso mondo che lo ha unito alla sua indissolubile metà Rebekah, con un rapporto che appartiene a una sfera ludico/sentimentale cosi viscerale che non è possibile, sotto certi aspetti, non ritrovarci tracce della propria esperienza. Il senso collaborativo dei due, al di la dei gesti e delle esternazioni pubbliche, travalicano ogni senso standardizzato della coppia per confinarsi nell’intima appartenenza dell’indispensabilità reciproca. Di quel bacio distante e vicino con il quale nutrirsi e dissetarsi.
La sua smania di continuare ad espandere la sua creatura, anche oltre le possibilità economiche dell’azienda, mostrano oltre che un ego smisurato, una concezione assolutamente innovativa del business, che nello scopo di lucro vede solo la diretta conseguenza dell’idea. WeWork perde soldi e lui va avanti. Tutti gli dicono di tagliare e lui rilancia riuscendo sempre a trovare qualcuno disposto ad investire sulla sua visione. Questo gioco anti mercato se da un lato lo definisce come figura luminosa in mezzo ai grigi uomini meccanici dai grandi numeri dall’altro lo identifica come scheggia impazzita e quindi non affidabile nella gestione dei risparmi di altre persone. E proprio questa è stata la vera scelta: il momento in cui la società (e anche quelli che gli stavano vicini), intesa come gruppo indeterminato di persone, fin li pronta a salire sul carro dei vincenti ha deciso e accettato che le regole dovevano rimanere quelle che sono sempre state e che non ci fosse posto in questo gioco anche per gli unicorni. Ecco, al di là dei milioni e di tutto il resto, è proprio il senso astratto e delicato dell’unicorno e del suo significato che mi è rimasto di Adam Neumann, di quel modo anche se egoistico, non c’è dubbio, di trasmettere e incentivare quella necessità che tutti abbiamo di sentirci protagonisti, spensieratezza e divertimento compresi, nella ruota veloce e scostante della vita.
Jonhdoe1978
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