
L’azione pura è un genere e come tale ha le sue regole di ingaggio: adrenalina, ritmo, scene spettacolari e una dosa di emotività quasi sempre in sottrazione. E se questa è la partenza poi entrano in ballo le caratteristiche di regista e sceneggiatore e tutto, come è giusto che sia, diventa soggettivo.
Perché questo cappello? Semplice, credo che Jalmari Helander, penna e direttore di questo progetto, abbia ad un certo punto perso il senso della misura.
Per capire quanto però, è necessario fare un passo indietro e quindi al primo Sisu (è giusto ricordare che questo è il secondo capitolo del nostro eroe finlandese). Nella recensione apposita, o meglio nel mio spazio, ho sottolineato come dall’alto di una composizione visiva molto bella, il film, nonostante le sue velleità di puro intrattenimento, si sia perso nella parte finale per eccessiva “fantasia”. Ecco stavolta questa eccessiva fantasia l’abbiamo dall’inizio e da qui le mie perplessità e l’affermazione sul senso della misura.
Per carità, il contesto scelto è portatore di eccessività ed epicità (già la scelta del titolo ne è la riprova, cosi come il contesto della seconda guerra mondiale lato est), ma per come vivo io tutto il contesto narrativo (film, libri, storie etc) ci deve sempre essere un piccolo cordone che leghi quanto si racconta alla normalità umana. In pratica, quello che si mostra deve essere possibile seppur altamente improbabile. In Sisu – Il vendicatore questo limite si è superato troppe volte facendomi cosi perdere il senso travolgente degli eventi. E posso assicurare che non parliamo di esagerazioni normali, in questo caso la discussione sarebbe solo sulla percezione soggettiva del genere, ma di situazioni che si avvicinano alla fantascienza.
Sintetizzando Sisu 2 ha l’aspirazione di riportarci nel terreno del “guarda e non pensare” perdendone però quasi subito il senso della proporzione. A salvarlo una scenografia ancora una volta ottima, un ritmo costante e senza pause e una fantasia, c’è da dirlo, molto sviluppata. La fine, invece, mi ha lasciato molti dubbi, se non altro perché stride con il percorso e il personaggio.
Voto 5.5/10
Jonhdoe1978
TRAILER: e alla fine arriva Sisu
TRAMA: ci sono film che nascono già sapendo cosa vogliono essere: botte, sangue e nessuna domanda esistenziale. Sisu era così. Il primo capitolo era una specie di fiaba nordica ultraviolenta: un vecchio minatore muto, i nazisti presi a badilate e un’idea chiarissima in testa. Poco dialogo, tanta cattiveria, un protagonista che sembrava un mito scolpito nella roccia. Semplice, diretto, quasi elegante nella sua ferocia.
E poi arriva Sisu 2, che parte con la stessa faccia truce e la stessa promessa…ma già dopo cinque minuti capisci che la magia s’è un pò persa, come l’oro nel fiume del primo film.
Qui il problema non è il protagonista ma il fatto che la sorpresa non c’è più. Nel primo, ogni volta che pensavi “vabbè, ora è morto”, quello si rialzava e ammazzava altri cinque nazisti in silenzio, e funzionava perché non te l’aspettavi. In Sisu 2 invece lo aspetti, lo sai, lo prevedi. E quando arriva…fa meno effetto.
La trama prova ad allargarsi, a dare un senso più grande alla violenza, a infilare nuovi nemici, nuove situazioni, nuovi simbolismi. Ma è proprio lì che il film inciampa: più spiega, meno colpisce. Dove il primo era una leggenda raccontata a colpi di pala, il secondo sembra quasi voler diventare un franchise consapevole di sé.
Le scene d’azione sono ancora secche, fisiche, sporche, ma per evitare di ripetere uno schema già visto, diventa tutto più assurdo fino a sfociare in un altro genere: la fantascienza.
Sisu 2 non è un disastro, ma è un seguito che esiste perché il primo ha funzionato, non perché avesse davvero qualcosa di nuovo da dire. Necessario? Non penso, anche perchè se una leggenda è stata raccontata bene la prima volta, ripeterla non la rende più grande.
Voto 5/10
Mklane
Si riparte da dove ci eravamo salutati… o quasi.
Con Sisu: Il vendicatore, il finlandese Jalmari Helander firma un raro sequel capace non solo di raccogliere l’eredità del primo film, ma di superarla per intensità, ritmo e coerenza stilistica.
Stavolta, l’ex soldato Aatami Korpi (Jorma Tommila), sopravvissuto alle atrocità della guerra a suon di picconate nei crani nazisti, smonta letteralmente la propria casa per ricostruirla altrove, nel tentativo di rimettere insieme ciò che resta di una vita spezzata. Ma la sua leggenda lo precede: un comandante russo (Richard Brake) libera dal gulag Igor Draganov (Stephen Lang), il carnefice della sua famiglia, e gli affida il compito di eliminarlo.
Ne nasce un inseguimento furioso, quasi apocalittico, tra pianure finlandesi, cieli solcati da biplani e strade percorse da camion carichi di legno e memorie.
Helander frammenta il film in capitoli dal titolo esplicito, ciascuno con una grammatica d’azione diversa, tra western, pulp e cartoon iperviolento. L’effetto è quello di una sinfonia meccanica di esplosioni, corpi maciullati e mezzi distrutti, in un crescendo coreografico che richiama i Looney Tunes, la serie Mad Max di George Miller e il cinema muto di Buster Keaton e Charlie Chaplin.
Il protagonista, afono e granitico, è ancora più martoriato che nel primo film, ma anche più umano. Le ferite non lo indeboliscono: lo trasformano. Tommila è perfetto nel dare corpo a questo mito vivente, mentre Lang (villain gelido e teatrale) si rivela l’avversario ideale, capace di dare profondità emotiva allo scontro finale. La regia è precisa, la fotografia di Mika Orasmaa valorizza gli spazi e l’azione resta sempre leggibile. Anche i momenti più assurdi (e ce ne sono un’infinità) funzionano, perché non tradiscono il tono… lo esaltano.
Se Sisu – L’immortale aveva sorpreso, questo secondo capitolo convince pienamente.
Pur con qualche esagerazione e forzatura narrativa, Sisu: Road to Revenge dimostra che un film d’azione può essere iperbolico, coerente e persino toccante. In novanta minuti scarsi, Helander mette in scena una vendetta che è anche un atto d’amore: riportare a casa la casa.
E in quel gesto disperato e grandioso, si racchiude tutta la forza del “Sisu”.
Voto 6.9/10
Alessandrocon2esse
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