
Ci sono i film…poi ce stanno questi! Dopo i “Bellissimi di Rete Quattro”, una nuova puntata de i “Dimenticabili di Cineastio”.
TITOLI DI TESTA: “quando lo dico io…”
TRAMA: Nella vita de ognuno de noi abbiami bisogno de sfide. C’è chi decide de buttasse col paracadute, chi de scalà l’Everest, chi semplicemente se mette a fa la carbonara senza la panna. Nicolas Cage, invece, ha scelto la via più impervia: accettare qualsiasi copione che je capita in mano. Te chiami “Nicolas Cage”, suoni al citofono de Hollywood, e al posto de domandatte “chi è?” te rispondono: “C’è un ruolo libero, firmi qua sotto?”. E lui firma. Sempre.
È l’unico attore che ha interpretato: un ladro, un poliziotto, un prete indemoniato, un motorino infuocato, un vampiro sfigato, uno che urla “NOT THE BEES!”, e a questo punto je mancava solo de fa il nipote de Silvan, quello che tira fuori i conigli dal cilindro e li mette dentro la sceneggiatura.
E così arrivamo a NEXT, il capolavoro in cui Cage non è solo attore, ma pure cartomante da luna park. Sì, perché qui fa Chris, prestigiattore, con poteri che manco il Divino Otelma, perché lui riesce a prevedere il futuro. Ma mica tutto: solo due minuti avanti. Che se te fermi a pensacce, più che un superpotere pare un’ansia da prestazione. Tipo: “Oddio, tra due minuti cadrò sul motorino”, e alla fine cadi lo stesso perché lo vedi ma nun lo eviti.
Il film se regge su sta premessa da slot machine: lui prevede, scarta, devia, e intanto lo Stato americano pensa: “Oh, magari lo usiamo per fermà un attentato nucleare”. Cioè, un’intera intelligence co satelliti, droni e spie, e che famo? Se affidamo a Nicolino (la bellezza di Hollywood).
Julianne Moore, che qui interpreta l’agente che lo bracca, c’ha la stessa espressione dall’inizio alla fine: quella di chi ha letto il copione ma non ha avuto il coraggio de scappà. E Jessica Biel, poveraccia, serve solo a fa da punto debole: Cage la vede, capisce che lei c’entra qualcosa, e puff… parte l’amore. Quasi come se prevedesse pure i colpi di fulmine.
E poi c’è la cosa più bella de NEXT: le scene in cui Cage moltiplica se stesso per provà tutte le possibilità. Tipo videogame co i salvataggi multipli: muore qua, muore là, scarta, esplora.
Il risultato finale? Un film che te lascia la stessa sensazione de quanno aspetti un colpo de scena e invece trovi la scritta “to be continued” che non arriverà mai. Perché NEXT finisce praticamente a metà: tu sei lì che aspetti il gran finale, e invece Cage apre l’occhi e scopri che era tutto n sogno, na visione, la classica roba che te fa di “ma che cazzo ho visto fino adesso?”.
TITOLI DI COSA: eppure è qui che sta la magia, NEXT rimane impresso. Non perché sia un capolavoro, ma perché è la perfetta rappresentazione della carriera di Nicolas Cage: un continuo avanti e indietro nel tempo, tra film da Oscar e ciofeche da Blockbuster anni ‘90, con la faccia sempre uguale e quell’aria da zio che ti vuole insegnà a giocà a carte e intanto te frega i soldi.
Alla fine, se te lo guardi co lo spirito giusto, NEXT è quasi profetico: anticipava già l’idea che Cage, nel bene e nel male, avrebbe continuato a esse sempre presente. Pure quando non lo volevamo. Un po’ come la panna nella carbonara: prima o poi, da qualche parte, ce la ritrovi.
EXTRA: Nicolino mon amour
Mklane


Lascia un commento