
Nel capolavoro di Steven Spielberg del 1983 Schindler’s List, una delle immagini più forti è quella della “bambina con il cappotto rosso”, unica macchia di colore in un film quasi interamente in bianco e nero.
A interpretarla fu Oliwia Dabrowska, all’epoca appena treenne. Spielberg le chiese di non guardare il film prima di essere cresciuta abbastanza per comprenderne il significato, ma la tentazione ebbe la meglio.
A undici anni, la giovane attrice decise di vederlo comunque, e il risultato fu destabilizzante.
“Era veramente orribile. Non capivo tanto all’epoca, ma ero sicura che non l’avrei mai più rivisto in vita mia. Mi vergognavo di essere nel film e mi arrabbiai tantissimo con mia mamma e mio padre quando dissero a tutti che la bambina nel film ero io. Quelli che lo avevano saputo dicevano che ero stata brava, ma cominciavano a farmi domande sull’Olocausto a cui non sapevo rispondere.”
Solo raggiunta la maggiore età, Oliwia rivide il film con occhi diversi e capì la scelta del regista.
L’idea della bambina col cappotto rosso nacque da un racconto di Audrey Hepburn allo stesso regista, durante le riprese di Always: l’attrice britannica aveva davvero visto una scena simile durante la guerra, e Spielberg la trasformò in simbolo della perdita dell’innocenza.
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